categoria | Pedofilia

IL DIRITTO DI MENTIRE

Inserito il 22 dicembre 2011 da Maria Rosa DOMINICI

IL DIRITTO DI MENTIRE, GARANTISMO UNIDIREZIONALE

Quanto ASSURda, pregiudizievole e priva di garantismo equo fra vittima e vittimizzatore è l’asserzione che i minori sono colpevoli di saper mentire, specie nei casi di presunto abuso sessuale!

Nel nostro Diritto, il più bieco stupratore pedofilo  ha diritto di mentire in quanto fa parte della sua lecita difesa, un bambino già perturbato per quello che comunque giuridicamente  gli sta capitando, se mente  anche sull’onda di un comprensibile disorientamento diventa “il minore vittimizzatore dell’adulto….IL PICCOLO FEROCE MOSTRO ROVINA FAMIGLIE PIENO DI FANTASIE SESSUALI TALMENTE PERVERSE DA TURBARE L’ADULTO ELA GIUSTIZIA“”

Chissà dove mai le ha ascoltate ,viste ,imparate ?????

Ci si è mai chiesti perché se poi questo stesso minore,una volta adulto riapre il processo e con armi derivategli dal suo stato di adulto,può giungere finalmente all’incriminazione del reo?

 

Da anni in conferenze ed articoli parlavo del rischio che anche in Italia arrivasse in modo strisciante ed imitativo ciò che negli STATI UNITI già aveva preso piede ,dietro la presunta liceità culturale del DIRITTO ALL’AGIRESENZA REMORE LA SESSUALITA INTERGENERAZIONALE,ossia ipocritamente permesso per i pedofili di avere rapporti con minori apparentemente consenzienti,d’altronde la vittima di cui dignità e reattività sono fiaccate ,non può che essere supinamente consenziente per sperare di avere salva la vita,e la casistica in ciò si spreca.

Bene questo segnale d’allarme ,non preconcetto ci avvisava come vere lobby di avvocati e specialisti si stessero potenziando nella difesa del presunto reo anticipando il NEGAZIONISMO riguardo la pedofilia e LA DENIGRAZIONE DEI MINORI ABUSATI.

E’ vero che ci sono casi di falso abuso ,e l’esperto se tale è, se ne rende conto con scienza e coscienza anche perché ,in questo manca il movente del danneggiare un innocente.,sconosciuto.

I bambini come gli adulti possono e sanno mentire, ma mentre per l’adulto vi è una esperienza di vita ,il diritto di difesa, il garantismo e la legge che lo assolve in presenza del ragionevole dubbio che ormai è divenuto strumento privilegiato di difesa nei reati più efferati, tutto ciò non è alla portata della capacità di utilizzo di tale raffinato meccanismo da parte di un minore che in molti casi sta già vivendo il trauma psicosomatico di una violenza subita o assistita.

Stabilito che in casi cosi dolorosi ci debba essere una attenzione deontologica ed etica rispetto a tutte le operazione che i vari organi laici e giuridici devono compiere col minore vittima – testimone, in modo che non venga ulteriormente danneggiato,vittimizzato o addirittura vanificato tutto l’operato con le conseguenze che spesso vengono utilizzate a boomerang nella stampa del sensazionalismo, dove non si capisce l’utilità del garante,della privacy e delle varie CARTE DI NOTO, DITREVISO ecc.

Parliamo dell’insieme di elementi che comprovano la veridicità del racconto di abuso

DISEGNO:ha una lunga tradizione di utilizzo clinico e peritale come elemento proiettivo,in esso il bambino trasferisce pensieri, sentimenti,comportamenti e relazioni interpersonali in immagini concrete che se messe in correlazione con altri elementi forniti ,ci dimostrano come sia più difficile,complesso e faticoso mentire, ricordando e ricostruendo sempre la menzogna.

Se utilizziamo il concetto psicosomatico, dato il manifestarsi frequente di disturbi in corrispondenza di abusi,si ha che la MEDICINA PSICOSOMATICA dimostra che i conflitti psichici ed i disturbi funzionali dell’organismosono strettamente legati in presenza dei cosi detti disturbi postraumatici, e spesso emergono apparenti verbalizzazioni o segni grafici che assumono il significato del simbolo che spesso è strettamente correlato e consequenziale a ciò che è narrato e denunciato.

Se si considera il termine SIMBOLO,dal greco SUMBALEIN=GETTARE INSIEME,la derivazione dal latino cristiano ci dice che significa prima di tutto SEGNO,IMPRONTA DIRICONOSCIMENTO,la psicoanalisi utilizza il termine per contrassegnare la relazione che unisce nel comportamento o nel linguaggio un contenuto apparente con il suo contenuto latente, REALE MA NASCOSTO, perciò irriducibile ad ogni motivazione cosciente.

L’EMOTIVITA’.,perché anche questa viene percepita come r risposta comportamentale a sfavore della veridicità delle narrazioni del minore abusato? Di fatto l’emotività,designa la proprietà fondamentale che ha l’individuo di reagire,psichico e somatico, ad eccitazioni fisiche o a modificazioni della sua situazione organica o psichica,quindi l’emotività è uno degli aspetti fondamentali dell’affettività,per cui la reazione emotiva si esprime in 4 modi principali di reazione, IL PIACERE, LA TRISTEZZA, LA COLLERA E LA PAURA, tutto facilmente rilevabile nelle piccole vittime.

L’uso di strumenti adeguati presuppone sempre la capacità di costruire un rapporto con i bambini, ad esempio lo strumento dell’I.C.(intervista cognitiva )

È una procedura sviluppata negli USA per aiutare ufficiali di polizia o altri professionisti per ottenere resoconti più completi ed accurati da un testimone. E’ una tecnica basata su principi psicologici riguardanti il ricordo ed il recupero di informazioni dalla memoria (Ed Geiselman e RonFisher 1984).

Questo tipo di intervista si basa su 2 principi teorici

1) ci sono numerosi metodi per recuperare dalla memoria un evento,per cui informazioni non accessibili con una tecnica possono esserlo con un’altra,

2) ci sono molteplici parti che compongono una traccia di memoria ed un suggerimento per il recupero è effettivo purché ci sia una sovrapposizione tra esso e l’informazione codificata.

Le tecniche che possono essere utilizzate sono 4

1) ricostruire mentalmente il contesto fisico e personale esistito al momento del fatto,per riuscire cosi ad aumentare l’accessibilità dell’informazione conservata nella memoria,l’intervistatore può chiedere di recuperare una immagine o un’impressione circa le caratteristiche ambientali della scena originale,per esempio la disposizione degli oggetti nella stanza,per poi commentare le reazioni emozionali e le sensazioni avute in quel momento(odori,rumori,paura,fastidio,ecc.)che fossero presenti nel contesto in cui si è svolto il fatto.

2) chiedere al testimone di riportare tutto ciò che ricorda,incluse le informazioni parziali,che potranno essere utili per riuscire a collegare i vari dettagli dello stesso fatto forniti da altri testimoni o dallo stesso soggetto in momenti diversi.

 

3) chiedere all’intervistato di ricordare partendo da punti di vista diversi,cosi si cerca di incoraggiare il testimone a guardare il fatto come se fosse stato un altro soggetto, lo scopo è quello di aumentare la quantità di dettagli del racconto.

4) dire al soggetto di ricordare partendo da diversi momenti nel tempo enon dall’inizio che è ciò che di solito si richiede, infatti l’intervista cognitiva permette un tentativo di recuperodell’episodio dalla memoria profondo e completo,incoraggiando i testimonia ricordare in ordine diverso,iniziando ad esempio dalla fine o dalla metà o dall’episodio più memorabile.

Non dimentichiamo mai l’importanza della MEMORIA CORPOREA.

LA MEMORIA DELMINORE ABUSATO

In genere si definisce MEMORIA=funzione mestica che designa il riconoscimento o l’evocazione spontanea dei ricordi (dizionario di psichiatria )oppure da un vocabolario d’italiano “facoltà di conservare le idee, le nozioni,e le immagini in precedenza acquisite, ricordo, cosa, oggetto che ricordi persone o fatti” considerando che in presenza di presunti abusi sessuali, la memoria del minore è l’unica fonte di informazione su ciò che presumibilmente è accaduto, con l’ascolto neutrale si deve cercare di capire cosa sia accaduto nella realtà, si può quindi considerare l’importanza di trovare un terzo elemento che colleghi l’evento alla presunta causa e che ne spieghi il nesso, sempre considerando che “perché un evento possa essere ricordato da un soggetto è necessario che egli lo abbia precedentemente acquisito”.

Fra le tecniche complementari vi è quella dell’utilizzo delle bambole, sessuate in modo che il bambino possa mostrare ciò che è successo, una delle funzioni di questa pratica è l’utilizzo come test diagnostico e si basa sull’ipotesi che i bambini abusati interagiscono e giocano con le bambole in modo significativamente diverso dai bambini non abusati, nella tabella messa a punto dagli esperti di tale tecnica emerge che

B.N.A(bambino non abusato ) il mettere le bambole una sull’altra è presente nel 6,8%, mentre nel B.A.(bambino abusato) è presente nel 38,5%

Nei comportamenti esplicitamente erotici troviamo 88,0% nei B.A. dimostrare penetrazioni vaginali contro il 0,5% nel BNA

MOSTRARE PENETRAZIONE ANALE 90% nel B.A. ,0 nel BNA

Mostrare contatto tra i genitali 82,8% nei B.A.e 1,0 nei BNA

Mostrare penetrazione digitale 79,7% nei B.A. e 3,6% nei BNA

Nelle varie cassette audio video registrate in qualità di perito del P.M. o del GIUDICE posso dimostrare e confermare tale i dati.

Per cui vorrei veramente raccomandare che se è giusto tenere giù le mani da Caino “proteggiamo Abele“

È ora che nel nostro PAESE emerga la cultura della vittima e del rispetto e sostegno che le si deve.

Maria Rosa Dominici

Progetto Psicantropos

New York Academy of Sciences
 



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Maria Rosa DOMINICI

About

psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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