categoria | Famiglia e Minori, Teatro, Vittimologia

Vola,piccolo angelo ferito

Inserito il 15 giugno 2022 da Maria Rosa DOMINICI

Come sempre vi è sempre un agnello sacrificale x un dio crudele,quello della vendetta,vola piccolo angelo ferito,sali al Dio della misericordia,Lui ha bisogno degli angeli feriti,gli sono piu’ cari.

Ci sono,fatti,atti,percezioni,sensazioni,intuizioni per cui ti rendi conto che anche quel dolore che senti dentro,quel pianto che ti assale senza sapere perchè,in uno non spazio,in uno non tempo non sta accadendo per caso,ma ha un suo perchè,in un ‘omelia,ieri durante le celebrazioni della devozione a Sant’Antonio ho sentito dire “non esiste il caso ,esiste un Disegno”.

E’ un momento della mia vita in cui il linguaggio del Vangelo mi arriva chiaro,contestualizzato e quasi profetico anche nell’essere partecipe di nuove forme contenutistiche negli spettacoli del Teatro del Pratello, per la drammaturgia di Paolo  Billi ,iniziati con “La scandalosa gratuità del perdono”,spettacolo itinerante fra le chiese di Pontremoli e che verrà riproposto a Bologna il 4 Luglio partendo dalla Basilica Francescana,e la performance de “L’angelo ferito ” tenuto oggi 14 giugno presso il complesso dell’Osservanza di Imola ,tutti spettacoli che coinvolgono  anche persone e minori inserite in IPM e in detenzione oltre a cittadini di varie età, il tutto mi fa riflettere su come tutto questo possa essere vissuto come una sorta di predicazione laica per le strade,quasi atti di cultura,conoscenza, evangelizzazione.

Oggi 14 giugno 2022 vado alla rappresentazione de “L’angelo ferito”,nel cuore il dolore di una piccola vittima ,uccisa dalla madre che subito mi crea eco con il titolo  di questo lavoro frutto di un laboratorio x una comunità teatrale riparativa.

La quasi contemporaneità sincronica di questo lavoro con l’attuale guerra Russia/Ucraina mi ha fatto pensare ,vedere,guardare, quei 2 ragazzi che portano la barella con l’angelo ferito,a due militari ,ognuno di uno degli eserciti,ignari,inconsapevoli,turbati da questa violenza fratricida non voluta,tanto di aver sentito l’eco in altra omelia detta durante le celebrazioni antoniane”” chiediamo di fermare la mano di Caino che uccide i suoi fratelli “.

Arriviamo,parcheggiamo e attraversiamo un parco con un insieme di edifici in disuso,benchè ci sia una natura rigogliosa,gli edifici sbarrati,inferiate alle finestre, pareti scrostare e imbrattate da scritte che urlano solitudine e degrado, mi fanno pensare a un luogo di detenzione,frugo nella memoria e mi sembra l’eco di un manicomio,le mura esprimono nel loro linguagio muto e silenzioso il  trasudare lacrime e dolore,degrado dell’anima e dei corpi,ne usciamo e respiro,vedo gli amici e una piccola chiesetta,ci entro e la prima immagine che mi rasserena,mi conforta è una statua di Sant’Antonio del Bambin Gesu’ con in braccio il Piccolo e nell’altra mano il ramo di gigli,dall’altro lato San Francesco e mi commuovo,non può essere il caso,li fotografo e non so se spero,immagino o vedo fra le braccia del Santo accanto al Bambino,anche lei ,la vittima bambina,non uccisa da Caino,ma da chi l’ha partorita,mossa da vendetta,uccidendo lei agnello sacrificale a quell’amore che l’aveva tradita,abbandonata x altro amore,a lei era stato tolto il compagno e lei toglie la figlia.

Strano,una breve preghiera mi rasserena insieme a questa visione,esco e la bellezza e lo stupore si conferma, il luogo in cui avviene lo spettacolo è un convento francescano del XIII°secolo,non lo sapevo,ed è una profonda emozione,una grande commozione,fotografo tutto,affreschi stupendi circondano il chiostro,vita e morte e miracoli di San Francesco,sento quietarsi quel perturbante che mi aveva assalito,ripenso a parole udite “dal libro  della Sapienza….LA SAPIENZA è profumo dell’Onnipotenza di Dio “e penso a quel profumo intenso di gigli.

Si entra il luogo è quasi buio,ci sono candele accese ,sullo sfondo il quadro dell’angelo ferito,,ragazzi,,,senior,..persone dell’USSM.L ‘atmosfera crea una profonda suggestione,induce a riflettere,non è il caso,i protagonisti passano di fronte ad ognuno di noi facendoci vdere maschere,sono i calchi dei volti degli attori-autori di questo laboratorio per una comunità teatrale riparativa,di seguito ci fanno guardare in specchi,si leggono frasi,pensieri,ricordi,fantasie e speranze prodotte durante gli incontri di questo progetto,giusto e caritatevole,nella condivisione di sè come fu  per chi dimorò in questo luogo,frati,fratelli,fratellanza,comunicazione “nessuno si salva da solo”,penso a

quell’Angelo se fosse rimasto abbandonato?! ed ecco in questo progetto laico la forza simbolica della missione e della testimonianza,che forse muoveva la creatività pittorica di H.Simberg quando rese visibile l’invisibilità dei sentimenti cosi variegati,simili e dissimili in questa Trinità laica.

Ognuno sembra chiudersi in sè,ma anche ascoltare il silenzio dell’altro,volti illuminati dalla luce tremula e calda delle candele,in sottofondo un ritmo,quasi il battito unicorde di un cuore comune,consapevole…SI percepisce una serenità che affratella nei propri ricordi quella ferita,quell’essere stati come lui,l’essere bianco ed etereo che non ha potuto continuare il suo volo,due ragazzi si portano al centro della sala,nella penombra si coricano uno di fronte all’altro,davanti una candela,al centro le maschere,ad uno vengono messe le ali…parole sussurrate,lentamente si spengono i piccoli ceri

Nel silenzio, nella fine di questo tempo sospeso si sfocia in un lungo applauso,quasi il bisogno del rumore x scacciare lo stato onirico evocato, per restituirci la nostra realtà tangibile e privata,ma l’anima e lo spirito si fondono nel gesto,ci viene dato un foglio ed una biro con  cui scrivere,poi ad ognuno viene data una bottiglietta in cui inserire l’intima confessione,che  una volta racchiusa,tappata ,penso, verrà lasciata alle onde del destino,forse qualcuno la raccoglierà,la leggerà,forse no,forse si infrangerà sugli scogli duri della vita o sarà raccolta su una spiaggiu piu’ o meno calda,fredda,solleggiata,fra conchiglie o corpi di bambini e adulti ,uccisi dal mare ingannatore della speranza…

Il caso del Naufrago,quasi altro angelo ferito.Ne esco,scambio l’emozione col parroco francescano,c’è un riconoscersi nel TAU al collo, nel linguaggio e nell’Amore verso l’altro,dice “Abbiamo perso l’Anima dobbiamo ritrovare il Sacro”,ne sono convinta e credo che questi,modi,questi atti,questi spettacoli siano processioni itineranti,laiche ma piene di echi che toccano le “Coscienze,quelle pulite…(che ci permettono di)ritrovare quell’essenza,quel profumo di Dio”

Al commiato fotografo di nuovo il Santo col Bambino,attraverso e fotografo quello scenario del dolore che è l’ex manicomio di Imola,riassocio il ricordo dell’OPG (OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI CASTIGLIONE DELLE STIVIERE,)dove anni fa,con il permesso del Ministero di Giustizia intervistai donne figlicida,vi era già un contratto con una casa editrice ma x due gravi motivi decisi di non pubblicare,uno per il sussistente rischio di emulazione,l’altro pe una fiducia tradita,l’insieme emozionale di similitudini di ora ed allora mi ha ricordato un passo di una Via Crucis…

Gesu’ incontra le donne di Gerusalemmee dice

“Figlie di Gerusalemme,non piangete su di me,ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.Ecco ,verranno giorni nei quali si dirà-Beate le sterili,i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”…

non vedranno uccidere il Figlio,non uccideranno i figli

grazie

Maria Rosa Dominici

 

 

 

L’Angelo ferito. Laboratorio per una comunità teatrale riparativa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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Maria Rosa DOMINICI

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psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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