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La caduta del muro,libertà vs uguaglianza.Paolo Billi,teatro del Pratello,

Inserito il 04 maggio 2019 da Maria Rosa DOMINICI

Fino a che ci saranno,bambini,minori dietro ad un muro,ad un muro che separa, non ci sarà libertà ed eguaglianza e per un muro che cade migliaia ne vengono costruiti,dentro,fuori e attorno a noi.
Muri come labirinti del vivere in cui se qualcuno non ti dà il filo d’Arianna rischi,una volta entrato di non uscirne piu’ se non sollevandoti per vedere oltre il muro o rompendolo,distruggendo la barriera che separa il corpo dall’anima e dai sentimenti.

Quest’anno le performance che Billi ci ha fatto interpretare mi richiamano appunto il simbolo del labirinto ed emozioni contrastanti fra l’immobilismo del subire e la libertà dell’agire.
Ci sono vari quadri che restituiscono questa emozione e realtà. Superato il varco-muro dell’ingresso si entra dove un angelo(splendida Maddalena Pasini)recita poesie fra le quali, una sull’utopia,è un angelo con le ali bianche,un angelo sopra Berlino,ma per l’ambivalenza di quel muro fra l’est e l’ovest…io avrei messo anche un’ala nera…quella della morti quotidiane di chi cercava di scavalcare quel muro per rincorrere la libertà….
fra questi,benchè le cifre non siano oneste, uccisi/morti ,anche 15 bambini…,già,come i tanti altri,sparsi ovunque nel mondo,dall’Africa,alla Palestina,al Messico …sacrificati da sempre su quel confine fra potere e povertà ,cosi remunerativo nella società del profitto che tutti noi contribuiamo a supportare e a subire senza agire e reagire,l’utopia continua… libertà vs uguaglianza..
L’angelo ,sovrastando,parla alle spalle di un gruppo di immobili cenobiti con tute e visori di fronte ad uno schermo bianco,quel nulla che si può riempire,con sogni,speranze,fantasie …se le hai e se riesci a farle sopravvivere credendo che nell’oltre si possa raggiungere e vivere la libertà e l’eguaglianza.
Guardando le foto delle prove mio figlio ha detto che sembravamo i cenobiti di hellraiser(fumetto e film del 1987),rimando alla nota dove si vedrà quanta simbologia sia,in effetti,reciprocamente evocativa,vi sono atti/riti che aprono spazio e tempo,torture e piaceri,violenza… come poteva accadere al chek point Charlie

C’è poi un corridoio con schermi televisivi ,immobili, ricoperti da ritagli,disegni,creazioni grafiche fatte,da noi tutti, nel laboratorio del Mambo con la supervisione di Ilaria Del Gaudio,esprimono speranze,sogni protesi verso un ideale di libertà vs uguaglianza,ma cosi immobili mi fanno pensare alle tante censure che ancora,come allora subiamo,l’informazione se non passa è un altro grande,atroce muro che limita, appunto…

Altra sosta simbolica,di fronte ad una sorta di pendio ,salita e discesa,ora frenetica ,ora rallentata ,figure di donne e uomini che non si incrociano,non interagiscono,si muovono,marciano…e alle spalle un bellissimo video( Elide Blind e Simone Michael Denis Tacconelli,coreografie di Elvio Asunçao) con sagome rosse e immagini in bianco e nero che scorrono su una quotidianità opaca,come non pensare alla bimba dal cappotto rosso in Schindler’s List
.. STESSI TERRITORI,violenze,separazioi,morti…
Mi è cosi difficile pensare alla libertà…anche se la vedo e la vivo,è tale solo se restringo il mio orizzonte…
Vedere oltre il muro…la geniale esperienza della stazione sullo scalone del podestà…chi guarda oltre una sorta di parete,vede un video,fa cenni e saluta…ma se guarda meglio ,da altra prospettiva vede se stesso…
In altro luogo ,cortile di palazzo d’ACCURSIO,vi è l’azione dello sfogo distruttivo ,vi è un muro di televisori che viene fracassato da performer con mazze…forse è il distruggere la manipolazione dell’informazione.
E’ STATO UN PARTECIPARE FISICO,UN’ESPERIENZA EMOTIVA,UNA RIATTUALIZZAZIONE DEI VARI MURI INCONTRATI NELLA VITA
Grazie a tutti
Claudio,Paolina,Mario,Cristiana,Giuseppe E.,Giuseppe,Annalisa,Manuela,Anna,Susanna,Roberto,Toni,Francesca D.e Francesca T., Alessandra,Marzia,Sonia,Ruslan,Daniele,Karim,Gani,Marta,Elvio,Filippo,
un grande abbraccio e arrivederci al 25 aprile 2020,per la storia,la musica e la regia un grazie particolare a Luca Alessandrini,Aurelio Zarrelli e Paolo Billi
Maria Rosa Dominici

Nota tratto da wikipedia e mie considerazioni)
Il termine “cenobita” deriva da due parole greche che significano “vita in comune” (come spesso accade nelle relazioni perverse fra vittime ed agressori)

Nell’adattamento italiano del primo film della serie i cenobiti sono stati chiamati Supplizianti (non è forse un caso che prima dell’ingresso ai luoghi delle performance su una parete…vi sia una sorta di lapide che indica il luogo dei locali dell’OVRA in cui operavano, presumibilmente, dei torturatori) Successivamente verranno definiti più riduttivamente demoni.

Nei film di Hellraiser (tratti dai libri di Clive Barker), i cenobiti sono dei demoni (o angeli) che possono raggiungere la realtà soltanto attraverso una rottura spazio-tempo che viene aperta e chiusa grazie a una scatola,(simbolo presente anche nel video di Elide e Simone) chiamata anche Cubo di Lemarchand.

Il cubo ha un ruolo primario in tutti i film della saga; chiunque ne venga in possesso, lo fa perché consumato da un desiderio lacerante, ossessivo (a volte inconscio), e intuitivamente sa che il cubo appagherà questo suo desiderio se riuscirà a trovare il modo di aprirlo.

I cenobiti sono incaricati di trovare chiunque riesca ad aprire il cubo chiamato “La Configurazione del Lamento” , il quale, quando viene completato, apre il passaggio tra il nostro mondo e l’inferno. Essi devono poi torturare colui che ha aperto il passaggio.(le morti sul muro)

Tutti i cenobiti della saga hanno orribili mutilazioni e/o lacerazioni.

All’inizio si credeva che essi fossero sempre stati tali, ma in Hellbound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno si scoprirà che erano semplici umani prima di essere trasformati in cenobiti dall’Entità che governa all’interno della loro dimensione. L’entità che servono sembra stare all’interno di un obelisco a rombo che gira al centro della dimensione che proietta, da delle aperture per ogni lato, una luce nera.

Nel manga Berserk di Kentarō Miura i demoni facenti parte della “Mano di Dio” sono evidentemente stati creati ispirandosi ai cenobiti, tanto per l’abbigliamento quanto per l’aspetto fisico grottesco e le mutilazioni; ancora il Bejelit, oggetto mistico sebbene differente nella forma ha la stessa funzione del cubo chiamata “Configurazione del lamento” ovvero aprire un varco tra mondi che permette ai demoni di entrare in contatto con il nostro mondo (spionaggio,false identità ,sentimenti rubati,cosi intensamente attive negli anni del muro,dove il bene era male e viceversa)

NOTA N.2

Il Checkpoint Charlie era un importante posto di blocco situato a Berlino tra il settore sovietico e quello statunitense. Situato sulla Friedrichstraße, all’altezza dell’incrocio con Zimmerstraße, collegava il quartiere sovietico di Mitte con quello statunitense di Kreuzberg.

Venne istituito nell’agosto del 1961 in seguito alla costruzione del muro di Berlino per permettere il transito del personale militare delle forze alleate, del personale militare sovietico di collegamento, del personale diplomatico e dei visitatori stranieri[1].

Il 27 e 28 ottobre 1961, nel momento culminante della crisi di Berlino del 1961, carri armati sovietici e statunitensi si fronteggiarono in modo ostile al Checkpoint Charlie e si temette per alcune ore uno scontro frontale tra le due superpotenze[2].

Dopo la riunificazione il punto di controllo venne rimosso e il posto di guardia originale oggi si trova nell’Alliierten Museum. In data 13 agosto 2000 venne inaugurata una ricostruzione fedele della prima cabina di controllo americana[3], divenuta in breve tempo un punto di grande richiamo turistico.

Il Museo del Muro fin dallo stesso inverno 1961/1962 si trova a pochi metri dal Checkpoint.

Presso il Checkpoint Charlie ebbero luogo alcune fughe molto spettacolari dalla DDR. Nei pressi, il 17 agosto 1962, fu colpito e lasciato morire dissanguato il diciottenne Peter Fechter, nel suo tentativo di fuga da Berlino Est mentre direttamente al Checkpoint venne ucciso nel 1974 il giovane poliziotto Burkhard Niering.

La definizione di Checkpoint Charlie deriva dall’alfabeto fonetico NATO. Checkpoint Alpha era il valico autostradale di Helmstedt (fra le due Germanie), Checkpoint Bravo il valico di Dreilinden (fra Berlino Ovest e la Germania Est).

Curiosità

Il cantante Lucio Dalla, in un suo concerto dal vivo, raccontò di come scrisse il celebre brano Futura.«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Check Point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c’era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch’io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz’ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.»(Senza conoscere tale fatto ,durante il laboratorio di scrittura del progetto VOCI di quest’anno,insieme a Mario Cerasuolo costruimmo una sorta di dialogo fra un uomo e una donna separati dal muro, scrissi :

Primo incontro Voci 2019 con Filippo Milani e Viviana Santoro

Le mur…l’amour
Che strana assonanza,se usiamo il lessico francese….le 2 parole si intersecano nella pronuncia ma anche nell’essenza sonora del canto…
La potenza dell’amore supera ogni barriera,non c’è separazione neanche fra la morte e la vita.
L’amore è privo di Cronos nel Cronos
Costruirei la scala che supera l’altezza del muro,di ogni muro,reale,di pietra,politico,di poteri economici,d’acqua e di sabbia,muri di razza e di specie
Costruirei la scala con mille e mille gradini,pur di vederti,pur di raggiungerti…specie oggi,proprio oggi
Supererei il grigio x arrivare al buio della notte,prenderei le stelle e mi arrampicherei su di esse,una dopo l’altra e..superare il grigio opaco dell’odio x arrivare allo splendore dell’amore….Arrivare là dove il sole e la luna ci possono accogliere x sempre e il cielo ci unisce,noi atomi d’amore.
Maria Rosa Dominici
1 febbraio 2019

Consiglio a proposito di muri,libertà vs uguaglianza, la lettura di : Oskar Schindler il Giusto e Chiamami sottovoce ,di Nicoletta Bortolotti



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Maria Rosa DOMINICI

About

psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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