categoria | Criminologia, Famiglia e Minori, Pedofilia, Pedopornografia, Prostituzione Minorile, Vittimologia

Le vittime infantili…. e i mostri adulti

Inserito il 18 novembre 2012 da Maria Rosa DOMINICI

Eccoli gli orrori che in pochi giorni,in poche ore travolgono e distruggono la vita di piccole creature indifese,accadono in ogni ambiente ,non sono piu’ confinate nel degrado,l’impunità,la mancanza della certezza della pena,il superamento del senso dei limiti,la negazione della sacralità del corpo…i bambini,merce ed oggetto cosi come l’attuale società corrotta li percepisce..rendono possibili e quotidiane queste orrende carneficine…che passato il turbamento e il brivido del titolo in prima pagina lasciano ancor piu’ sole le vittime.

Grazie al perseverare di meccanismi di difesa come il negazionismo i bambini  dovranno dimostrare di essere stati violentati,i bambini non sono creduti,i bambini non sono ascoltati…è difficile credere che alla nostra stessa specie appartengano simili mostri..INTRODUCIAMO LEGGI CHE PREVEDANO IL DOPPIO GARANTISMO…PER ..IL REO …E PER LA VITTIMA

1) Tortura e uccide la figlia di 5 anni [VIDEO]:
La piccola, affidata alla mamma, era andata a trascorrere qualche giorno nella casa del papà che l’ha torturata fino a farla morire.

Nelle scorse settimane doveva trascorrere un periodo a casa del padre che era divorziato dalla moglie, la piccola Lamaa di soli 5 anni, difatti andata a trovarlo ma non ha più fatto ritorno dalla mamma, è morta in ospedale per una emorragia interna causata dalle torture cui il padre Faihan al-Gameri, un noto predicatore televisivo saudita, l’ha sottoposta.

Lo ha riferito il portavoce della Direzione Affari e Salute di Riad, Saad al-Qahtani, in un’intervista al quotidiano saudita “Okaz”. Secondo il referto medico, Lamaa è stata torturata con colpi di frusta, scosse elettriche e addirittura con un ferro da stiro arroventato. La mamma è sotto choc e ha dichiarato: «Ha torturato Lamaa in tutti i modi. Sono scioccata e non potevo credere a ciò che è successo a Lamaa quando l’ho vista. Non potevo credere che non c’è pietà nei cuori della gente». Lamaa era stata ricoverata a causa di una frattura al cranio e delle lesioni provocate dal padre ma la donna mai avrebbe potuto pensare che l’uomo arrivasse ad ammazzarla.

Il predicatore, i cui sermoni erano spesso trasmessi dalle TV satellitari arabe, ora farà i suoi sermoni ai compagni di cella dietro le sbarre del carcere in cui è stato rinchiuso. Nel video c’è la bimba ricoverata, se sensibili a questo tipo di immagini vi consigliamo di non guardarlo

Abusi su minorenne, arrestato medico.

L’episodio nel napoletano dopo la denuncia della madre.Napoli, 13 novembre 2012 – Un medico di base dell’Asl di Portici (Napoli) e’ stato arrestato con l’accusa di abusi sessuali ai danni di un minorenne.

Le indagini a carico dell’ uomo, un 60 enne, sono scaturite dalla denuncia di una donna alla quale il figlio di circa 10 anni ha raccontato di essere stato costretto ad avere rapporti sessuali col medico durante una visita medica.

Il medico, gia’ condannato in primo grado per un analogo episodio, e’ stato arrestato nel suo studio dalla polizia. (ANSA)

Pedofilia, indagini a Nuoro e Sassari dopo l’arresto del cavaliere di Sedilo

Pedofilia, indagini a Nuoro e Sassari dopo l'arresto del cavaliere di Sedilo La strada in cui abita il cavaliere di Sedilo arrestato per tentata prostituzione minorile Dopo l’arresto dell’ex prima pandela dell’Ardia di Sedilo con l’accusa di tentata prostituzione e pornografia minorile, le indagini si estendono ad alcuni centri del Nuorese e Sassarese.

Prometteva ricariche telefoniche e droghe a decine di ragazzini per avere in cambio prestazioni sessuali, foto e riprese hard. Salvatore Porcu, 50 anni, prima pandela nell’Ardia del 1999, arrestato martedì scorso non sarebbe l’unico protagonista della torbida vicenda che ha avuto come teatro il centro dell’Alto oristanese. Per questa ragione le indagini dei carabinieri di Ghilarza sono state estese anche ai paesi vicini del Nuorese e del Sassarese. Sull’Unione Sarda in edicola i particolari della vicenda.



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Maria Rosa DOMINICI

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psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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10 Commenti per “Le vittime infantili…. e i mostri adulti”

  1. Maria Rosa Dominici scrive:

    sgomento…tanto…troppo come può crescere dentro il consorzio umano , un mostro cosi estremo, terribile e…potente tanto da non essere sradicato…vi sono sempre dei segnali anticipatorii…perchè non vengono colti..perchè si deve giungere all'estremo del sacrificio umano….'

  2. Maria Rosa DOMINICI Maria Rosa DOMINICI scrive:

    ..è talmente atroce che come potete vedere…non riesco neanche a condividerlo piu’ di tanto come al solito…lo farò …ma in questo momento non me la sento proprio mi tornano in mente troppi casi visti e vissuti da vicino

  3. Karinne BRAGA FERREIRA karinne scrive:

    i mostri adulti sn tante volte i genitori stessi. Nel caso in tela, il padre. Bisogna, però, ricordare che (nn è questo caso) molte volte le mamme sono consapevole (o “hanno la sensazione che qualcosa nn andava”) e il loro silenzio nel proteggere il loro figli fa sì che i “mostri” (papà, nonni, zii, cugini) agiscano. Il fatto che una donna abbia soltanto la sensazione che il figlio è abusato, minacciato o qualsiasi altro comportamento strano, deve avere il potere di farla parlare, andare fino in fondo e cercare la verità. Purtroppo, questa azione esige tanto coraggio e vero prendere in mano l’ educazione e protezione, senso di dovere, di rispetto e amore responsabile per i propri figli. E nn cè l’ hanno tutti, purtroppo…

    • Maria Rosa DOMINICI Maria Rosa DOMINICI scrive:

      Vi è un meccanismo di difesa che ormai viene definito NEGAZIONISMO…ossia se io dico che non può accadere perchè è troppo inconcepibile…non è accaduto.
      L’incesto ,la violenza sessuale sui minori è ancora un tabu’ che la società continua a preservare…anche di fronte all’evidenza del fatto
      La repulsione verso comportamenti cosi perversi fa si che il genitore,altro, diventi complice dell’orribile segreto,che si difenda pensando che non sta accadendo proprio a lui/lei…o nella sua famiglia…ma spesso è proprio cosi.
      Ci sono casi in cui anche l’altro genitore di fatto è abusante fisicamente o psicologicamente…una madre in aula ad una figlioletta che le disse “mamma ma tu sapevi,tu vedevi ,te lo avevo detto…” rispose “io senza te posso vivere ,senza tuo padre no…”
      oppure ancora altra madre”…cosi con voi si scaldava…poi era pronto per me”…”guardate ,cosi imparate ..quando sarete piu’ grandi”
      Non stupitevi o scandalizzatevi queste sono parole che io stessa ho trascritto ascoltando dei minori…che non erano nè mitomani nè bugiardi

  4. Karinne BRAGA scrive:

    i mostri adulti sn tante volte i genitori stessi. Nel caso in tela, il padre. Bisogna, però, ricordare che (nn è questo caso) molte volte le mamme sono consapevole (o “hanno la sensazione che qualcosa nn andava”) e il loro silenzio nel proteggere il loro figli fa sì che i “mostri” (papà, nonni, zii, cugini) agiscano. Il fatto che una donna abbia soltanto la sensazione che il figlio è abusato, minacciato o qualsiasi altro comportamento strano, deve avere il potere di farla parlare, andare fino in fondo e cercare la verità. Purtroppo, questa azione esige tanto coraggio e vero prendere in mano l’ educazione e protezione, senso di dovere, di rispetto e amore responsabile per i propri figli. E nn cè l’ hanno tutti, purtroppo…

  5. Valentina Gordini scrive:

    Spero di pubblicare nella parte giusta… per chi lotta, per chi non ha ancora iniziato e per chi ha vinto.
    Convinta di esporre anche la mia esperienza di analisi. Traumi accumulati in anni passati ma con cicatrici invisibili portate alla superficie al giorno d'oggi.
    Mai abbassare lo sguardo. La vita è la nostra.
    Questo è il frutto di un lavoro, e lo dedico a chi come me è stato sul Ring:
    "Penso chiaramente che questo ring sia il palco scenico della mia vita, se non della mia personalità. Vedo da fuori quello che è accaduto dentro di me ed è ciò che sto tentando di fare in questo percorso: da spettatrice cercare di capire cosa è successo. Riconosco la grossa scena di violenza, di accanimento su qualcuno che di colpe non ne aveva, e a questo associo tante altre situazioni. L'essere “cattiva” il sentirsi “non buona” durante le mia vecchi crisi di panico, il fare male a qualcuno (a me stessa) pur non volendo, quello che si è sentito il pugile grande. E il conseguente senso di colpa e di disorientamento.
    Questa scena di violenza la vedo come l'uragano che si è scatenato nel mio fisico quando il mio corpo ha iniziato e gettare fuori tutti i suoi disagi. Situazioni e traumi mascherati da qualcosa, il mio “compito” è proprio quello di smascherarli e arrivare alla fonte ma ancora oggi non ci arrivo. Per questo sono un po' demoralizzata, i visi che smaschero in questa immagine non li conosco e non li associo. Se non per il semplice fatto che un uomo maltratti una donna, un essere più piccolo e minuto di lei e chiaramente indifeso. Questa associazione è palese.
    Ritrovo l'istinto di protezione, il bisogno di sistemare ogni cosa e aiutare chiunque sia a in difficoltà.
    Protezione e difesa di chi risulta senza dubbi il carnefice dell'accaduto. Difendere comunque tutti è ciò che ho sempre fatto, facendomi una ragione delle mancanze della mia famiglia.
    Posso anche vederla in questo modo e credo molto in questo: sono sempre io, che maltratto me stessa (non difendendomi) quindi la carnefice, sono sempre io che vengo maltratta e traumatizzata da tante situazioni e sono sempre io che vado in soccorso in questo caso di me stessa."
    Forza, orgoglio, consapevolezza, amore, sincerità, stima, umiltà, empatia e tanta voglia di vivere.

  6. valentina scrive:

    Spero di pubblicare nella parte giusta… per chi lotta, per chi non ha ancora iniziato e per chi ha vinto.
    Convinta di esporre anche la mia esperienza di analisi. Traumi accumulati in anni passati ma con cicatrici invisibili portate alla superficie al giorno d’oggi.
    Mai abbassare lo sguardo. La vita è la nostra.
    Questo è il frutto di un lavoro,e lo dedico a chi come me è stato sul Ring:
    “Penso chiaramente che questo ring sia il palco scenico della mia vita, se non della mia personalità. Vedo da fuori quello che è accaduto dentro di me ed è ciò che sto tentando di fare in questo percorso: da spettatrice cercare di capire cosa è successo. Riconosco la grossa scena di violenza, di accanimento su qualcuno che di colpe non ne aveva, e a questo associo tante altre situazioni. L’essere “cattiva” il sentirsi “non buona” durante le mia vecchi crisi di panico, il fare male a qualcuno (a me stessa) pur non volendo, quello che si è sentito il pugile grande. E il conseguente senso di colpa e di disorientamento.
    Questa scena di violenza la vedo come l’uragano che si è scatenato nel mio fisico quando il mio corpo ha iniziato e gettare fuori tutti i suoi disagi. Situazioni e traumi mascherati da qualcosa, il mio “compito” è proprio quello di smascherarli e arrivare alla fonte ma ancora oggi non ci arrivo. Per questo sono un po’ demoralizzata, i visi che smaschero in questa immagine non li conosco e non li associo. Se non per il semplice fatto che un uomo maltratti una donna, un essere più piccolo e minuto di lei e chiaramente indifeso. Questa associazione è palese.
    Ritrovo l’istinto di protezione, il bisogno di sistemare ogni cosa e aiutare chiunque sia a in difficoltà.
    Protezione e difesa di chi risulta senza dubbi il carnefice dell’accaduto. Difendere comunque tutti è ciò che ho sempre fatto, facendomi una ragione delle mancanze della mia famiglia.
    Posso anche vederla in questo modo e credo molto in questo: sono sempre io, che maltratto me stessa (non difendendomi) quindi la carnefice, sono sempre io che vengo maltratta e traumatizzata da tante situazioni e sono sempre io che vado in soccorso in questo caso di me stessa.”
    Forza,orgoglio, consapevolezza, amore, sincerità, stima,umiltà, empatia e tanta voglia di vivere.
    V.G.

    • Maria Rosa DOMINICI Maria Rosa DOMINICI scrive:

      cara Valentia…è nel leggere parole come le sue,ciò che ci ha regalato con tanta generosità e dignità che sento di aver colto nel giusto volendo un sito la cui centralità è nel focalizzare l’attenzione alla vittima in modo che non si possa piu’ dire…LA VITTIMA E’ SOLA…noi tutti dobbiamo esserci…e dobbiamo lottare per creare la cultura del GARANTISMO ALLA VITTIMA…NON E’ LEI CHE DEVE PROVARE VERGOGNA E NASCONDERSI..LO SONO I CARNEFICI,GRAZIE LEI HA FATTO CON QUESTO ATTO DEL GRANBENE A TANTI E TANTE…GRAZIE DI CUORE


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