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Pedofilia,allenatore di volley pregiudicato allenava le ragazzine: evviva l’Italia garantista

Inserito il 11 marzo 2012 da Maria Rosa DOMINICI

E’ un curriculum di tutto rispetto quello dell’allenatore di volley femminile minorile, Gianluca Mascherpa, arrestato a Trezzano sul Naviglio per ordine del tribunale di Milano con l’accusa di reati a sfondo sessuale. Il signore adescava sul web ragazzine dagli 11 ai 15 anni, avvalendosi di falsi profili creati su diversi social network e usando un nickname si presentava come quindicenne.

Oltre ai contatti online, però, l’allenatore è anche accusato di alcuni adescamenti emersi nel corso delle indagini con almeno due delle sue allieve dell’associazione di pallavolo, che era andato a incontrare all’uscita da scuola e in oratorio, e a cui inviava sms.Ma Mascherpa era già stato arrestato nel 2005 in seguito a un’indagine su bambini venduti ai pedofili dai genitori che assistevano anche agli incontri.Era stato scarcerato nel 2010 dopo essere stato colpito da una condanna per un cumulo di pene nel 2005.Da quanto leggiamo, quindi, l’uomo era libero in quanto in nessun procedimento penale si era giunti al terzo grado di giudizio.

La domanda che ci poniamo, però, è questa: come si può lasciare libero un uomo già colpito da condanne così gravi consentendogli anche di allenare una squadra di ragazzine? E’ questo il garantismo di cui spesso sentiamo vantarsi i politici di tutti gli schieramenti? E come mai questo “garantismo” sbandierato come emblema di civiltà giuridica non riguarda mai le vittime, ma solo gli imputati? Come mai in Italia non esiste un garantismo altrettanto efficace per le vittime accertate e quelle potenziali? Come mai non si è provveduto a tutelare i minori con adeguati provvedimenti?

Di seguito un articolo sul caso dell’allenatore pedofilo, o presunto tale fino a condanna definitiva…

IL CASO Milano, coach di volley in manette per pedofilia L’uomo contattava giovani tra 11 e 15 anni online fingendosi 15enne.

Un uomo di 49 anni è stato arrestato dai carabinieri di Trezzano sul Naviglio (Milano) su provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Milano con l’accusa di reati a sfondo sessuale. Il signore adescava giovani ragazze sul web, avvalendosi di falsi profili creati su diversi social network, e presentandosi come un 15enne, con un nickname. In realtà era un allenatore di pallavolo femminile nell’hinterland milanese. Si chiama Gianluca Mascherpa ed è un pregiudicato per reati di pedopornografia originario della Puglia ma residente da tempo a Milano, dove viveva a casa della madre.

I TENTATIVI DI ADESCAMENTO. Nei suoi confronti l’accusa è di violenza sessuale aggravata per una serie di contatti online che manteneva con delle ragazzine tra gli 11 e i 15 anni e per alcuni adescamenti emersi nel corso delle indagini che aveva in corso con almeno due delle sue allieve dell’associazione di pallavolo, che era andato a incontrare all’uscita da scuola e in oratorio, e a cui inviava sms. Le due, che avevano raccontato dell’interessamento dell’uomo, hanno insospettito i genitori che hanno reclamato con il presidente della squadra, che poi ha avvisato i carabinieri.

I SUOI PRECEDENTI PENALI. Mascherpa, già arrestato in precedenza per reati di violenza sessuale molto gravi, era molto accorto nei suoi atteggiamenti e contattava le ragazzine tramite nickname attraverso phone-center e non con un computer personale. A tradirlo, però, è stata l’ abitudine di controllare i suoi profili suoi social network con lo smartphone. I carabinieri della Compagnia di Corsico (Milano), che hanno svolto le indagini, hanno accertato una dozzina di contatti in essere su Internet che si concretizzavano in atti sessuali che le ragazzine facevano davanti alla webcam per lui, che gli dava istruzioni su cosa fare.

IL CASO SI BIMBI VENDUTI. L’uomo era stato arrestato nel 2005 in seguito a un’indagine della Procura della Repubblica di Firenze che aveva accertato rapporti sessuali a pagamento con bambini ‘venduti’ dai genitori, e che assistevano anche agli incontri. Era stato scarcerato nel 2010 dopo essere stato colpito da una condanna per un cumulo di pene nel 2005 e nell’ultimo anno allenava la squadra di pallavolo femminile minorile e stava facendo un corso per ottenere un tesserino che lo abilitava a cambiare la categoria. Sabato, 10 Marzo 2012

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Maria Rosa DOMINICI

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psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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3 Commenti per “Pedofilia,allenatore di volley pregiudicato allenava le ragazzine: evviva l’Italia garantista”

  1. Maria Rosa Dominici scrive:

    fino a che garantiamo il predatore , anche con precedenti, lasciamo le vittime in balia della violenza, dopo è sempre troppo tardi , da anni mi batto per il DOPPIO GARANTISMO…ma sembra che non sia ancora maturo il tempo per una adeguata protezione del piu' debole, continueremo, a pubblicare queste notizie sempre in modo che l'indignazione o l'orrore non durino il tempo di un articolo e le coscienze civili e sociali si responsabilizzino

  2. sara scrive:

    Sono Sara un’insegnante che lavora nella scuola primaria, durante i miei anni di insegnamento, ho potuto riscontrare quanto sia difficile far valere i diritti dei bambini, anche se chiedono aiuto non sono spesso creduti dall’adulto proprio perchè sono bambini e tutto ciò che dicono è puro frutto della loro fantasia, MA NON E’ COSI’!! Ho visto situazioni che rientrano nell’assurdo sia direttamente che indirettamente.
    Nella societa in cui viviamo, purtroppo, vige l’omertà e il non accettare la realtà, per non parlare poi di chi dice che può e vuole aiutarti ma che nel frattempo vuole raggiungere solo i propri scopi, che chissà perchè, sono sempre economici, esempio avvocati che lavorano per associazioni benefiche che chiedono denaro anziché dare gratuito patrocinio.
    Bambini di tutte le età che si ritrovano su facebook grazie ai loro genitori, parliamo di profili senza nessuna protezione, dove chiunque può entrare e possiamo immaginare quanti hanno l’interesse di guardare quelle foto, soprattutto se quelle foto ritraggono bambini già segnalati di abuso.
    Tra tutte vi voglio raccontare la storia di un padre che lotta per la tutela della sua bambina, userò nomi di fantasia, Giulio nel 2006 denuncia il suocero per abusi sessuali su sua figlia (2 anni), riscontrati nel tempo anche dalla NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, per il Pubblico Ministero del Tribunale dei minori, e dal CTU, il padre viene visto e considerato un padre “snaturato e paranoide” perchè secondo la loro opinione vuole togliere la bambina alla madre.
    Flora è stata tolta e poi successivamente ridata alla madre, che l’ ha portata nuovamente dal suo carnefice, nonostante ci siano 2 Procure che lo stanno tuttora indagando (la madre ha sempre difeso suo padre), il nonno ha continuato nei suoi giochi a sfondo sessuale (giochiamo al dottore), questi ultimi denunciati alla Magistratura Ordinaria da testimoni.
    Flora dal Tribunale dei Minori, non è più vista come bambina abusata, ma come bambina che sta vivendo un divorzio tra genitori.
    Oggi la bambina ha 7 anni, per il momento, speriamo, non viene abusata (è distante dal nonno perchè vive in altra regione), ma viene intimorita quotidianamente in quanto non può esternare il suo vissuto e le sue emozioni, è portata al silenzio, fortunatamente attraverso i disegni si può capire qual’è il suo stato d’animo, ma purtroppo pare che non si riesca ad arrivare ad una conclusione, chi ha lavorato per la tutela di Flora, non l’ha tutelata, come ad esempio uno degli avvocati che seguiva il caso confessa al padre che non è disposta a rovinare la sua carrira per difendere una bambina e i diritti dello stesso padre, per non mettersi in contrasto col sistema, MA E’ POSSIBILE?? mi chiedo CHE AVVOCATO E SOPRATTUTTO CHE MADRE SEI?
    Quando penso al nonno che vive la sua vita tranquilla, che si aggira su internet senza problemi, che ha persino un profilo su facebook come NONNO……., e che quando vuole può raggiungere la bambina e riproporre il gioco del dottore, visto che il pubblico ministero dei minori gli ha tolto il divieto di incontro,mi viene tanta rabbia e tanta tristezza.
    Questo padre si trova da solo a combattere questa battaglia interminabile, contro un sistema che non sempre è adeguato alla difesa dei minori.
    Poveri angeli indifesi nelle mani di tutti questi mostri e orchi cattivi.

    Sono a vostra disposizione, non esitate a contattarmi per chiarimenti su questa storia, vi ringrazio anticipatamente.
    Sara

  3. Maria Rosa DOMINICI Maria Rosa DOMINICI scrive:

    è leggendo ciò che scrive Sara ,che ringrazio,che ci sentiamo di essere nel giusto quando scriviamo,riferendoci ai minori,-i loro diritti sono i nostri doveri-grazie usciamo da questa cultura degli struzzi,sensibiliziamo alla vittimologia,non creiamo altra confusione ,gli orchi non sono come SHREK,sono veri come quelli che solo oggi hanno aggredito e molestato ragazzine…casi che attraggono l’attenzione nel tempo di un TG,eppure l’abbiamo sentito ,proprio oggi quanto vale l’educazione alla legalità..una ragazzina ha inseguito,chiamato i carabinieri e fatto catturare i molestatori,ha saputo reagire in modo adeguato perchè atrezzata,perchè qualcuno a scuola le ha insegnato come difendersi,come agire e a chi chiedere aiuto,questa è civiltà,questa è cultura che da strumenti..questa è la dignità della vittima,chi ha reagito cosi ha solo 12 anni…quante adulte tacciono !per paura,per vergogna?!i bambini sono la nostra risorsa civile e culturale,grazie SARA


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