categoria | Famiglia e Minori, Vittimologia

LETTERA APERTA AD UN FRATELLO

Inserito il 06 agosto 2012 da Silvia CROCI

LETTERA APERTA AD UN FRATELLO e ai nostri genitori per conoscenza.

Scrivo questa e-mail indirizzata a Mario, perché a volte mi chiede pareri psicologici, interpretazioni dei disegni dei suoi figli … e soprattutto perché stimolata dalla nostra ultima conversazione.

Per conoscenza la invio anche al babbo e alla mamma, perché contengono riflessioni su noi come figli, noi come genitori, e loro come genitori e a loro volta loro come figli ..

Non la invio alla nostra sorella minore perché è nata in un altra “era” rispetto a me e Mario ed anche perché questi discorsi penso non le possano interessare, al momento.

Ogni individuo è “fatto” di geni e dell’ambiente in cui è nato e cresciuto: ambiente familiare, culturale e sociale.

Noi individui tendiamo a ripetere il modello che abbiamo vissuto nella nostra famiglia di origine: di solito la femmina si identifica con la madre, il maschio con il padre, scegliamo i nostri partner per somiglianza o assoluta antitesi con il genitore dell’altro sesso, e riportiamo all’interno delle nostre famiglie il modello di relazioni che abbiamo conosciuto nelle nostre famiglie di origine o uno assolutamente opposto. Ma da tutto ciò difficilmente ne usciamo. Siamo cioè fortemente condizionati.

Nella nostra famiglia di origine sono mancati il dialogo e è stata presente una quota di violenza sia fisica (botte, botte a tradimento, “sorrisino delle botte”, botte per interposta persona) che psicologica (minacce, ricatti, punizioni, poca fiducia ..). Questo sia da parte del babbo che della mamma.

Non fare gli stessi errori con i tuoi figli.

Prendi dai nostri genitori le cose buone, che comunque oggettivamente ci sono state, come l’impegno nel lavoro, la solidità, la serietà, la generosità, la visione delle cose ampia, la puntualità .. caratteristiche soprattutto del babbo. La mamma è una donna che pur facendo la “furbina” come tu dici e come tu giustamente non tolleri, comunque nel corso del tempo è cambiata e si è dedicata anche se spesso in modo tortuoso, conflittuale .. alla famiglia. A me ha insegnato anche l’ordine, il buon gusto .. Non è stata propriamente una madre “affettiva” che è il ruolo classico della mamma, dice di averti adorato (forse “soffocato” visto che soffrivi di asma). So che ha avuto le sue vicissitudini anche se non la giustifico per questo, perché l’opportunità di cambiare esiste sempre, sempre che la persona lo desideri e ci creda.

I tuoi figli hanno paura di te, forse anche di tua moglie. Purtroppo anche nostro nipote ha paura dei suoi genitori. Tua figlia ha fatto un disegno di una donna con occhi molto minacciosi e duri …

Al posto della PAURA dovrebbero avere RISPETTO e STIMA di te.

Al posto della VIOLENZA e della AUTORITA’ dovrebbe esserci AUTOREVOLEZZA, DIALOGO, COMPRENSIONE e FIDUCIA.

Tu non sopporti, vai letteralmente fuori di testa quando qualcuno fa “il furbino con te” ossia non è chiaro, limpido, corretto e trasparente. Vuole fregarti ? Forse vuole semplicemente farla da furbetto .. Capisco il fastidio !! Ma è talmente facile smascherarli .. In più anche io, anche tu a volte fai il furbetto. Mi hai detto che il tuo figlio maschio è più facile da “infinocchiare” rispetto alla femmina, ad esempio.

Tutti facciamo un po’ i “furbini”; la mamma più di tutti e pensa ancora e ogni volta di farla franca, che nessuno se ne accorga, o forse è semplicemente il suo modus vivendi, ormai .. ma non credo sia fatto apposta per fregare qualcuno, solo magari per fare le cose a modo suo. Non ci vedo la malafede o l’intenzionalità, piuttosto la superficialità.

Io ti ho visto, anni e anni fa, toglierti la cintura minacciare tua figlia per via di una Coca Cola ..

Non insegnare ai tuoi figli la violenza, la paura e il terrore. Anche se noi per un certo periodo della vita (quello che ti forma) lo abbiamo vissuto.

Non usare la forza, il potere, le botte, la cinghia (forse ai tempi di Kunta Kinte, che tu hai ricordato per motivi diversi l’altro giorno), le punizioni, la vendetta, la ripicca, i ricatti (tipiche della mamma ma estranee al babbo, ad esempio).

NON FARE CIÒ CHE HAI RICEVUTO. Serve solo a te come momento di sfogo. Da la misura del fallimento personale ricorrere a tutto ciò. Non si è in grado di fare altro ??? Non meritano altro i tuoi figli ?? E noi come figli di allora ..

E dopo che si sono sfogate le proprie rabbie, magari anche quelle che proprio con i nostri figli non c’entrano nulla, perché magari retaggi passati o problemi di lavoro o con il coniuge … ci si sente ancora più arrabbiati per essere scesi ad un tale livello, magari in colpa per ciò che è successo. Magari ..

I figli, i tuoi, la mia, quelli di nostra sorella, noi come i figli che siamo stati .. stanno male, non vengono educati, non gli si insegna niente, neanche a farsi rispettare, a farsi amare .. e peggio di tutto loro probabilmente faranno così con i loro compagni di scuola adesso, con i loro fratelli, e in futuro con i loro partner e i loro figli, ecc …

Il mestiere dei figli, dell’età dei tuoi, ma anche di quella di mia figlia (16 anni) è tra le altre cose di sfidare, mettere alla prova, anche “fare i furbini” .. gli serve proprio per capire entro quali confini poter stare. Ma vanno aiutati in questo, non schiacciati .. (come invece forse con noi è successo: io magari ho reagito con una ribellione assoluta, tu lo hai più incamerato) non vanno frustrati e men che meno frustati.

La violenza genera violenza, oppure genera rivolta oppure genera sottomissione. Ma non genera mai la LIBERTA’ che è la base per tutte le scelte della vita affinchè non siano condizionate, affinchè possano essere scelte autonome fatte in consapevolezza e coscienza. Fai questo regalo ai tuoi figli !!!

Con affetto a tutti: a Mario, ai tuoi figli ed anche a tua moglie, al babbo e alla mamma.



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Laurea in Psicologia presso Università di Bologna, con tesi “Il plagio” Specializzazione in Psicoterapia presso C.I.S.S.P.A.T di Padova, scuola di specializzazione in psicoterapia dinamico breve, con tesi “Dal falso Sé al Vero Sé – Un percorso immaginativo” discussa con dott. Nevio del Longo Attività clinico/psicoterapeutica/psicodiagnostica Attualmente collabora con Medoc Srl di Forlì (società di Medicina del Lavoro) per: - progetti di promozione del benessere psicologico e empowerment ; - valutazioni dello stress lavoro correlato; - diagnosi psicologiche; - risoluzione di problematiche di singoli sia dovuti a cause lavorative che personali. In campo giuridico, effettuo consulenze specialistiche di parte.

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Un Commento per “LETTERA APERTA AD UN FRATELLO”

  1. elisa botta scrive:

    un fratello è la cosa più bella che dio ti possa dare


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