categoria | Criminologia, Giuridica, Pedopornografia, Traumi, Vittimologia

L’appartenenza di genere non esclude la violenza…bullismo e pedofilia femminile

Inserito il 18 gennaio 2013 da Maria Rosa DOMINICI

LE DONNE DELLA POLIZIA DI STATO

Bullismo al femminile: la silenziosa violenza delle ragazze

Molto spesso si parla dei maschi bulli e di come la loro violenza fisica sia terribile per i ragazzi che la subiscono.Ma c’è anche un’altra forma di bullismo,quasi invisibile,che si aggira tra le scuole di tutto il mondo.E’ il bullismo al femminile,perpetrato da ragazze,in cui la vittima non presenta mai un graffio,mai un livido,mai uno strappo alla maglietta;lentamente però l’autostima viene danneggiata da constanti violenze psicologiche.Le “bulle” quando vogliono far male,non toccano la persona.Anzi preferiscono tenerla a distanza per farla sentire esclusa dal gruppo.Alla vittima sono dedicate anche occhiatine,risate e pettegolezzi infondati.Le vittime di solito sono persone timide, con disagi fisici o semplicemente insicure. A volte anche una ragazza particolarmente bella e invidiata diventa bersaglio dal gruppo che la vede come una rivale.Quando la persona non reagisce il “branco” si sente incoraggiato.E sono rari i casi in cui altri compagni la difendono.Piuttosto sono tutti complici nella loro esclusione. Nessuno le parla direttamente, ma di lei si parla parecchio, solo per dire cose cattive, senza nessun fondamento.

Chi ne è vittima spesso subisce il bullo in silenzio. Non sempre è facile far capire a genitori e insegnanti cosa sta succedendo. E le bulle sono particolarmente brave a far sembrare solo “cattiveria senza importanza” la loro vera e propria violenza verso gli altri.

Come uscire se ne sei vittima? Reagendo e facendo capire alle bulle che non troveranno più un bersaglio facile come prima. Unirsi e chiedere aiuto ad altri compagni è anche una strategia. E’ decisamente più facile difendersi in 2 o 3 che da soli. E non dimenticare mai di raccontare a genitori e insegnanti quanto sta succedendo, anche quando è difficile spiegarsi.

La regola è non chiudersi e non credere mai che le ragazze bulle abbiano ragioni. E’ il solo modo per farsi rispettare ed accettare da tutti.

Kika

Riporto da fb,una notizia sul fatto di bullismo femminile…problematica che sembra subire lo stesso negazionismo che avvolge anche la pedofilia femminile…è triste ,l’appartenenza di genere non è piu’ una rassicurazione riguardo alla violenza quotidiana e alla vittimizzazione ormai prepotentemente presente..ricordo la notte di terrore a cui fu sottoposta una minore,da compagne minori che la sequestrarono in un bagno di una colonia estiva perchè aveva flirtato con un presunto ragazzo di una bulletta…picchiata con asciugamani bagnati per non lasciare segni…ho ancora negli occhi una foto di pedopornografia ,sequestrata con tante altre in cui persone i cui volti erano coperti  orinavano su di una bambina ,fra queste c’erano donne…..lo so tutto ciò turba..ma bisogna esserne consapevoli per trovare  i giusti rimedi a tali orrori



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Maria Rosa DOMINICI

About

psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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4 Commenti per “L’appartenenza di genere non esclude la violenza…bullismo e pedofilia femminile”

  1. Maria Teresa Sechi scrive:

    Bisogna chiedersi cosa c'è di sbagliato nella nostra società e provare a correggere gli errori che, purtroppo, si amplificano sempre di più nel tempo!

  2. Giampiero Stringari scrive:

    La violenza femminile può essere peggiore di quella maschile, perchè è usbdola, colpisce l'affettivtà, e spesso la persona che la subisce la considera un normale riconoscimento: convincere una persona che vale poco è peggio che spezzargli le ossa

  3. Giampiero Stringari scrive:

    La violenza femminile può essere peggiore di quella maschile, perchè è subdola, colpisce l'affettività, e spesso la persona che la subisce la considera un normale riconoscimento, non riconoscendo che sta subendo una violenza: convincere una persona che vale poco è peggio che spezzargli le ossa

    • Maria Rosa Dominici scrive:

      è vero,sarebbe bene segnalare l'incidenza e la casistica…come si sa il fatto colpisce e fa riflettere piu' dell'ennunciazione.. grazie per aver espresso un'opinione maschile corroborata da una professionalità che spesso incrocia simili vittimizzazioni,grazie


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