categoria | Antropologica, Criminologia, Culturale, Diritti umani, Giuridica, Sociali

Un luogo di rinascita,l’OPG di Castiglione delle Stiviere

Inserito il 19 dicembre 2014 da Maria Rosa DOMINICI

Il 15 dicembre 2014 ,mi è stato possibile visitare la struttura di Castiglione delle Stiviere essendomi sempre occupata di settori giudiziari,specie dal 1996 al 2013 in quanto Magistrato Onorario prima al Tribunale per i Minori di Bologna ,poi come Consigliere Onorario alla Corte d’Appello di Bologna,in tempi precedenti,a riprova di questo interesse umano e professionale,discussi la mia prima tesi di laurea,avvenuta il 16/02/1070,con il proff.Renzo Canestrari,sul”Comportamento Piromanico nel Minore”

Le emozioni e le sensazioni ,riportate durante e dopo la visita ,sono talmente diverse e lontane da quei fantasmi che l’aspettativa aveva comunque generato in me,dato che i luoghi della sofferenza invischiano nella sofferenza.
Sicuramente la guida della dott.ssa Maria Grazia Missora,psichiatra della struttura,rasserenava a priori.

Devo premettere una nota tratta da “Osservatorio”Antigone in carcere-Lombardia (www.associazioneantigone.it) in cui si legge:
“l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere rappresenta un’eccezione rispetto alla restante parte di istituti italiani di questo tipo.E’ infatti l’unico a non essere gestito dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria,bensi’ tramite una convenzione con l’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma “di Mantova.
Altra caratteristica distintiva è l’essere l’unico OPG italiano con una sezione femminile.

La visita ha riguardato una sezione maschile,una femminile e la struttura comunitaria presente nelle immediate adiacenze dell’OPG.
Tutti gli aspetti della struttura,inclusa quindi la sicurezza,sono gestiti da personale dell’Azienda Ospedaliera,non sono presenti in struttura agenti di Polizia Penitenziaria ”

Questo mi ha permesso di apprezzare ancor di piu’ ciò che le competenze sanitarie e la preparazione del personale tutto , permette in una realtà cosi complessa,tanto che al termine della visita mi sono resa conto di quanto in realtà,questo possa essere un luogo ,non solo di contenimento ma di ri-nascita,in cui atti ,fatti e parole inducono a credere e sperare in una possibile ri-proggettazione di vita.
Con la dott.ssa Missora iniziamo dalla palazzina in cui vi sono i laboratori,è come entrare in una casa in cui fra gli addobbi di Natale si lavora con alacrità ,impegno e soddisfazione a vari manufatti .I colori delle pareti dipinte di giallo comunicano quel calore umano, che in luoghi analoghi ,era spento dai grigi e dal bianco
Volontari dell’ONLUS “LA LUNA”affiancano secondo le proprie e l’altrui attitudine e competenza i residenti,in questo caso donne che con giusto orgoglio mostrano gadget preparati per il mercatino di Natale,bellissimi fermaporta in stoffe colorate e piene di gusto,che nei negozi costano una patrimonio,oggetti di decoupage raffinati,addobbi per l’albero fatti ad uncinetto in un arcobaleno di colori ,quasi a confermare il nome di una sezione dell’OPG,poi vi è un laboratorio di incisione su rame che sta preparando il calendario del 2015 dedicato ai Papi,a conferma della maestria e dell’arte che qui si manifesta mi viene fatto vedere il calendario 2014,dedicato a Donne significative ed importanti per la Società…(non ho osato chiederne una copia,ma vi è il ritratto di Anna Magnani che sembra parlare ) …questo mi ha fatto pensare a come possa essere vero che il lavoro nobilita,e come recuperare una sana manualità,possa far attenuare se non superare la memoria corporea del gesto agressivo agito.
Per quanto riguarda i luoghi di aggregazione e socialzzazione che sono frequentati dagli ospiti di entrambe i sessi,noto con piacere l’esistenza di un bar con pareti colorate e murales, con l’albero e il presepe,che sono presenti anche negli altri 2 caffè ,mi si dice che il giorno precedente c’è stato anche un concerto.
Proseguendo nella visita dei vari ambienti dislocati in un insieme di strutture nel mezzo di un bel parco vi è anche una saletta- parucchiere in cui tutti i giorni ,gratuitamente i residenti possono curare il proprio aspetto,,elemento di grande valore psicologico legato al recupero della cura e dell’immagine di sè,tutto sembra veramente avere una grande funzione psicopedagogica che possa permettere di vivere un recupero della colpa con il ripristino di una forza vitale che dia autostima e sostituisca al thanatos la spinta vitale.
Una palestra atrezzatissima in cui vi sono esposte anche coppe guadagnate in competizioni,la zona riservata alla piscina all’aperto nulla ha da invidiare ad un luogo di relax.
Nel reparto in cui il livello di sofferenza è ancora alto si sono avvicinate persone che si presentavano con il loro nome e io dicevo il mio,ci si scambiava una stretta di mano e la consapevolezza che il confine del dentro e fuori è cosi sottile ti compenetra nella percezione e sensazione emozionale della profonda reciprocità,i” io sono come loro,loro sono come me,”c’è un solo momento che può creare l’abisso…ma in questo e su questo bisogna ri-costruire ponti che qui ho trovato.
Grazie al direttore dott.Pinotti,al dott.Rivellini,alle dott.sse Missora,Benazzi e Forconi.
Vorrei riportare le parole che un ospite,ormai restituito alla solitudine di un vivere Sociale emarginante disse ,tornandovi per una visita “qui dentro è la vita “…Vero li ho visto che vi è anche il permesso di vivere , sentimenti compresi,senza il preconcetto e il pregiudizio.
Grazie di questa esperienza e della possibilità di condividerla Maria Rosa Dominici



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Maria Rosa DOMINICI

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psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

3 Commenti per “Un luogo di rinascita,l’OPG di Castiglione delle Stiviere”

  1. Maria Teresa Sechi scrive:

    Mi piace molto… "qui dentro è la vita"… credo abbia ragione chi l'ha detto… la nostra società ci sta conducendo verso un futuro grigio, senza prospettive, dove la miseria produce pensieri negativi per se stessi e per gli altri…. credo che, come hai detto tu, per tutti gli esseri umani è importante evolversi attraverso il lavoro anche manuale e creativo che gratifica la mente e lo spirito e unisce le diverse sensibilità… E' da ammirare il lavoro che svolgono nella struttura di Castiglione delle Stiviere… grazie Maria Rosa per farci conoscere nuove realtà, e grazie a tutti gli operatori che quotidianamente lavorano per dare un senso alla vita, alle donne e agli uomini che lo hanno perso…

  2. Maria Rosa Dominici scrive:

    Maria Teresa Sechi… è cosi diverso il dentro e il fuori,tanto da ingenerare crimini,tanto da restituire solitudine ed emarginazione anche espiata la colpa…la memoria corporea,del atto e del dolore spesso blocca la strada del perdono,sempre cosi difficile…allora la soluzione socialmente piu' utilizata èl'evitamento,la negazione l'emarginazione…tutto ciò ai miei tempi si chiamava la morte civile,tanto è stato fatto,tanto bisogna fare…nel vivere la vita bisogna guardare avanti…..con coraggio,umiltà e capacità di accoglienza

  3. Maria Rosa DOMINICI Maria Rosa DOMINICI scrive:

    Anna Genni Miliotti
    Oggi mi sono svegliata con due parole in mente: inclusione/esclusione. Stare dentro/stare fuori. Questo dopo aver visto ieri sera le prove del saggio del gruppo di sport-danza di mia figlia. Teneri. Domenica si esibiranno a Maliseti, nel palasport. Insieme ad altri gruppi. Insieme si fa per dire. Condivideranno il luogo. Non altro. Il gruppo di mia figlia è un gruppo di “diversamente abili”, termine politically correct che significa “diversi” e basta. In cosa siano abili, non si sa. O meglio, noi genitori lo sappiamo benissimo. La società no. Così stanno fuori, e insieme sì, ma tra di loro. E proprio a Prato, dove negli anni ’60 è nata l’esperienza di un alunno down in classe con gli altri. Insieme. Così nascono le associazioni di ragazzi solo down, di ragazzi solo dislessici, ecc. Ognuno con la sua particolare “diversa abilità” o non normalità. Il mio sogno è che tutti questi gruppi solitari implodessero per esplodere nella società. Un grande big bang per far rinascere il mondo, più ricco e finalmente tutto diverso. Allora non avrebbe più senso parlare di inclusione/esclusione, di dentro/fuori.. non ci sarebbe più un DENTRO perché non ci sarebbe più un FUORI. Buona giornata Daria!….
    19/12/2014
    ….

    come vedi… sempre in profonda sintonia le nostre menti… e cuori!….
    19/12/2014 14.11
    Maria Rosa Dominici
    CARA è UNA SINTONIA CHE COMUNQUE NON SI LOGORA COL TEMPO…COSA RARA..IL TUO COMMENTO è TALMENTE BELLO CHE MI PIACEREBBE LO METTESI SOTTO L’ARTICOLO NEL SITO..SAI IL NOSTRO SOCIALE PIENO dI APPARENZE è DI FATTO UN COSTANTE FUORI X CHI NON è PATINATO,LA DIVERSITà PER ME HA SEMPRE ARRICCHITO GLI ANIMI,LA MENTE E IL CUORE E SE ANCHE IL QUOTIDIANO MI DA PIU’ SCONFERME CHE ALTRO IO CONTINUO A CREDERCI….Oggi

    12.00
    Genni Miliotti
    mettile pure sul sito… è un onore! tvb Anna!!!!.e oggi DEVO andare al saggio di Daria con il suo gruppo sport-danza di handicappati (perché così appariranno): Gli altri si esibiranno dopo… quelli bravi! Imbelvita… ma sarà l’ultima volta….


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