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Nè cicogna, nè cavolo, nasciamo sempre da mamma e papà

Inserito il 30 luglio 2015 da Maria Rosa DOMINICI

A proposito dell’ideologia Gender,

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Si dice «d’accordissimo» che l’educazione comprenda anche il tema dell’omosessualità e che nessuna discriminazione sia accettabile, soprattutto a scuola, «ma il trasformare questa convinzione in una battaglia politica è mistificatorio è violento nei confronti dei bambini. Occorre reagire, là dove è possibile bisogna creare argini di confronto pacifico». Tra i genitori sconcertati dalle linee guida dell’Unar (i tre ormai famigerati volumi dedicati alle scuole elementari, medie e superiori, poi ritirati dal web) e dall’ideologia del gender imposta come indottrinamento fin dalla tenera età, c’è Stefano Zecchi, ordinario di Filosofia alla Statale di Milano e scrittore, ma anche padre di un bimbo di 10 anni.
Fiabe gay alle materne, problemini di aritmetica con personaggi omosessuali alle elementari, narrativa e film transgender alle superiori, la parole padre e madre cancellate dai moduli… Come si arriva a questo? A chi giova?
Ci sono due livelli di ragionamento. Il primo è culturale filosofico, il secondo più pedagogico. Oggi in politica c’è una forte difficoltà a dare un senso culturale alle proprie differenziazioni, così il laicismo proprio della sinistra ha trasportato il suo armamentario ideologico nel tema dell’abolizione dei generi. Dire che i generi non sono più maschio e femmina ma addirittura 56 tipi diversi diventa la battaglia per un’identità politica. Come prima credevano sinceramente che il comunismo salvasse il genere umano e si riconoscevano nella moralità ineccepibile, così oggi sostengono che il gender salva dall’abbrutimento. Ma così la politica diventa biologismo, selezione della specie, darwinismo deteriore. Basta leggere i loro testi.

E sul piano pedagogico?

La scuola è particolarmente nel mirino di queste folli ideologie.
È giusto che l’educazione comprenda anche l’omosessualità e soprattutto il rispetto delle differenze, ma senza portare il tema sotto le bandiere mistificatorie che vedo oggi. Una cosa è il dato biologico, altro è la sovrastruttura culturale: un giorno arriveremo a difendere il pedofilo, in fondo è un uomo che persegue una sua preferenza sessuale, e addirittura l’incesto…

La libertà di educazione per i propri figli è un principio costituzionale. Eppure oggi è minato da una “educazione di Stato” che gli ideologi del gender vorrebbero imporre.
È chiaro che più si sa e meglio è, è persino banale dirlo, ma chi deve sapere? I docenti. Devono essere formati bene per prevenire ogni forma di bullismo, che crea vere tragedie personali, e fare mediazione tra le sensibilità della classe. Ma lasciate in pace i bambini: su di loro si sta esercitando un’ideologia violenta che non dovrebbe nemmeno lambirli. D’altra parte è tipico dei regimi, che come prima cosa si appropriano delle scuole: questo sta diventando un regime e infatti tutti hanno paura di reagire, anche solo dire che il padre è un uomo e la madre una donna è diventato un atto di “coraggio”. Siamo al grottesco.

Eppure alcune scuole si adeguano subito: via le fiabe perché il principe ama la principessa, via anche la festa del papà (chissà perché della mamma no)…
È il frutto di una demolizione della figura del padre che arriva da lontano, dagli anni ’70, quando si è cominciato a distruggere la famiglia dal “capo”. Sfasciata la famiglia è chiaro che dopo puoi sfasciare anche i due diversi ruoli di padre e madre, e che oggi sia a pezzi lo dice la facilità con cui si sciolgono i matrimoni: quando si accetta una visione così “allegra” di famiglia, aperta, senza legami, tutto diventa possibile. Annientare la madre è più difficile perché è la figura biologica, anche se affitti un utero è ancora femminile, finché almeno la tecnologia non riuscirà in cose mostruose, e allora saremo di nuovo al nazismo. Ma io non credo si arriverà a tanto.

Lei è ottimista?

La storia insegna che nei regimi si cade senza avvedersene.
Ormai la nostra società ha consolidato un forte individualismo, la teoria del gender non diventerà un fenomeno di massa, lascerà il tempo che trova: io non sono terrorizzato, sono disgustato, che è diverso. Tuttavia bisogna avere delle attenzioni, attrezzarsi perché i nostri figli possano crescere in una dimensione – religiosa o laica che sia – di libertà. Mia madre era maestra e per una vita ha insegnato nella scuola statale, io ho studiato e insegnato sempre nello Stato, lo stesso fa mia moglie… ma mio figlio studia in una scuola paritaria: lì ho la garanzia che cresca libero dall’arroganza degli “inappuntabili moralmente”. Lo ripeto, non voglio crociate, dobbiamo creare argini di confronto pacifico e informare i docenti, ma non fare violenza sui piccoli. Chi ha autorità morale – oltre alla Chiesa anche la politica – si faccia sentire, la buona sinistra parli, dica la sua, ne abbiamo bisogno.

Fonte: Avvenire

Letto ciò penso sia bene che esprima un mio punto di vista dettato dall’annosa esperienza professionale in piu’ ambiti ossia, pedagogica, terapeutica , giuridica, sociale, culturale…

L’ideologia gender mi sembra una forzatura comunque, una moda da estremismo provocatorio e insulso, ma ora fa…tendenza.., fa argomento impegnato, fa rompiamo gli schemi…in effetti fa danno, disorienta crea confusione e induce suggestioni imitative.

Non mettiamo tutto in un calderone patetico e suggestivo, creando quasi come motivazione socialmente utile che tutto ciò nasce dall’omofobia, è un alibi ipocrita.

La realtà del disagio che in Italia, se non nel mondo, l’omofobia ha creato è un tema serio e impegnativo che già affrontavo con colleghi sessuologi negli anni ’80 tenendo seminari di biopsicosessuologia presso la cattedra di endocrinologia della Facoltà di Medicina dell’Università di Modena, con Franco Boldrini, Fausto Manara e il prof.Augusto Ermentini., vari congressi sulla tematica dei transessuali, uno a Genova con Jole Baldaro Verde e Don Gallo, erano tempi quasi pionieristici, ma era senzaltro di grande impegno sociale, far uscire da false ipocrisie e censure moralistiche una realtà sofferta e sofferente, se ne doveva parlare si doveva affrontare come è giusto in base al principio di realtà e dignità che ogni essere umano merita.

Ora mi sembra veramente allucinante ciò che in Norvegia, il ministro della salute Bent Hoie, ha presentato come proposta di legge quanto segue:

A) i bambini di 7 anni , col il solo consenso dei genitori possono cambiare sesso anagraficamente,

B) dai 16 anni decide l’individuo, per interverti chirurgici potrà solo farlo con la maggior età,

C) tutto ciò senza bisogno di diagnosi mediche e parere psicologico ,

Quindi in Norvegia, non vi è neanche piu’ il concetto di infanzia, benchè venga mantenuto quello di maggior età, un bambino può scegliere di essere maschio o femmina, il che sarà riportato sui documenti ufficiali…ma sarà capito, percepito, introiettato come l’uso di un diritto, o come un gioco, o un regalo per il compleanno di mamma o papà che guarda un pò non volevano un maschietto ma una femminuccia o viceversa?

MI CREA DOLORE QUESTO TENTATIVO DI BARATTO IDEOLOGICO , HO SENTITO TANTE STORIE , IN OLTRE 40 ANNI DI PROFESSIONE , TANTO DOLORE E DISORIENTAMENTO, L’UOMO ADULTO CHE RICORDAVA ANCORA CON SOFFERENZA COME LA MADRE LO OBBLIGASSE AI CAPELLI LUNGHI E BOCCOLUTI PERCHÈ LEI SOGNAVA DA SEMPRE UNA BAMBINA E INVECE ERA NATO LUI…scappò di casa, si sentiva maschio, era maschio, diventò quasi un ragazzo violento, perennemente turbato, associale, sentiva sempre di più il bisogno di sfuggire da un doloroso gioco di ambivalenze che non aveva, cosi la storia di una rgazza lesbica, che i genitori definivano la vergogna della famiglia, ma che sentiva a tutti i costi di voler restare femmina pur amando le donne, a lei va bene il suo corpo e la sua identità…non sogna Casablanca, ma la libertà di poter provare sentimenti per una persona dello stesso sesso…una volta un ragazzo etero, figlio adottivo, a proposito di aprire l’adozione a coppie omosessuali disse “i sentimenti non hanno sesso”…tutto ciò è comprensibile e condivisibile…

Il sesso è un corredo genetico, il genere è una costruzione culturale, quindi non sono contrapposti ma si nasce maschi e femmine, poi si diventa uomo o donna….nella fase d’età evolutiva non è ancora cosi chiaro il processo di identificazione col genitore del proprio sesso o dell’opposto…la vità saprà definirlo, L’ESPERIENZA SAPRà CHIARIRE..DIVENTERANNO UOMINI O DONNE …

Per ora i figli nascono ancora da mamma e papà, anche se in questo periodo socio culturale sembra che questi stessi, gli stessi genitori abbiano problemi nel riconoscere il loro ruolo di genere.

LA SCUOLA STA GIÀ ATTRAVERSANDO UN GRANDE MOMENTO DI CRISI CULTURALE, NON VI è NEANCHE PIU’ IL RISPETTO DI SE’ E DELL’ALTRO DA SE..NON CREIAMO ALTRETTANTA CONFUSIONE, NON GETTIAMO COSI ALLA RINFUSA, ELEMENTI DISORIENTANTI E SCHIZOIDI, AMBIVALENTI.. IN MENTI RESE FRAGILI DALL’INCURIA PSICOSOMATICA DEGLI ADULTI VERSO I MINORI,

grazie, questo è il mio parere

Maria Rosa Dominici



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Maria Rosa DOMINICI

About

psicologa,psicoterapeuta vittimologa,membro dell'Accademia Teatina delle Scienze,della New York Academy ofSciences,dell'International Ass. of Juvenile and Family Court Magistrates,della Società Italiana di Vittimologia,della W.S.V.,dell'Ass.internazionale di Studi Medico Psico Religiosi.,docente di seminari di sessuologia, criminologia e vittimologia in università Italiane e straniere,esperta per progetti Daphne su tratta di minori e sfruttamento sessuale,creatrice del progetto Psicantropos,autrice di varie pubblicazioni,si occupa di minori e reati ad essi connessi da 40 anni.

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3 Commenti per “Nè cicogna, nè cavolo, nasciamo sempre da mamma e papà”

  1. Una società civile dev essere basata sull accettazione della diversità, quando sana e non patologica, sul rispetto Dell altro ma non sull imposizione . … Durante lo sviluppo molti adolescenti possono sviluppare dubbi sul proprio orientamento sessuale..sperimentando anche esperienze omosessuali.. Questo non porta comunque a diventare omosessuali nel vero senso del termine… Inoltre abbiamo gia perso le nostre radici profonde … Le sicurezze basate su un concetto di famiglia dove mamma e papà si amano … Non possiamo permettere alla società di farci diventare digli di "genitore 1 e genitore 2"… Nell armonico sviluppo di un bambino c e' necessita di identificarsi in maniera chiara e sana con le figure parentali …a voi l ardua sentenza… La mia e' che stiamo andando a rotoli …

  2. Una cosa è il rispetto dell'altro, un'altra l'indottrinamento pedagogico sui bambini che in tenera età hanno bisogno di modelli di identità. Anche questo è il segno che la nostra civiltà occidentale è in veloce ed inarrestabile declino, rincorrendo mode e scambiando il politically correct per un valore educativo.

  3. Una cosa è il rispetto dell'altro, un'altra l'indottrinamento pedagogico sui bambini che in tenera età hanno bisogno di modelli di identità. Anche questo è il segno che la nostra civiltà occidentale è in veloce ed inarrestabile declino, rincorrendo mode e scambiando il politically correct per un valore educativo.


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